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Daniele Pisani, September 29, 2025

La serra, incubatrice del mondo contemporaneo

Daniele Pisani, September 29, 2025

Sep 25, 2025

Vi è stata un’epoca, tra XVIII e XIX secolo, in cui la serra è stata una presenza costante nella vita e nella cultura occidentale. Impostasi come irrinunciabile status symbol nelle tenute aristocratiche,
per poi diventare accessibile a una fetta sempre più cospicua della
popolazione, divenne ben presto ubiqua, dalla letteratura fino alla lingua di tutti i giorni. Quella della serra è però una storia che non si comprende se non la si situa all’intersezione tra globalizzazione, imperialismo e progresso scientifico e tecnologico. Non a caso, fu messa a punto nelle capitali delle grandi potenze coloniali del tempo per raccogliere e provare a coltivare in climi ostili le piante provenienti dai sempre più estesi possedimenti sotto il controllo delle compagnie commerciali dell’Impero britannico e della Repubblica delle Sette Province Unite. Per adempiere a tal fine occorreva però un’architettura nuova, capace di mettere a frutto i coevi progressi nella produzione di vetro e metallo, ma anche di inglobare le conquiste compiute in quello stesso periodo da botanica e giardinaggio. Al giorno d’oggi, anche se la serra non è più all’ordine del giorno – di certo non quanto lo fu un tempo – lo sono, tuttavia, molte delle questioni che essa pone,
e in particolare quella ambientale e climatica. In fondo, è al suo interno
che l’uomo si è ingegnato a mettere a punto sempre più sofisticati sistemi di controllo dell’atmosfera, per consentire la coltivazione
di una natura mantenuta in vita grazie alla creazione di condizioni
letteralmente artificiali. È anche con la serra e nella serra, insomma, che è nato il mondo in cui viviamo.

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